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LA TERAPIA DEL SUONO TRT, SOLUZIONE ALL’ ACUFENE.

BELOTTI Ottica Udito occhiali da sole da vista in ticino - centro ottico Lugano via nassa

In un precedente articolo abbiamo parlato di acufene e di come noi dei Centri BELOTTI OtticaUdito siamo in grado di dare la migliore assistenza ai nostri clienti per risolvere questo problema.

L’acufene si risolve infatti tramite la terapia del suono TRT, ovvero la Tinnitus Retraining Therapy. Andremo ora a spiegarne i punti chiave.

 

Cos’è la terapia del suono, Tinnitus retraining Therapy?

La TRT  è una terapia che consente di eliminare o ridurre notevolmente la percezione cosciente dell’acufene (detto anche tinnitus), indipendentemente dalla causa che lo ha originato, e trasformarlo quindi da un sintomo invalidante a un fattore irrilevante nella vita quotidiana.

I presupposti della TRT

Alla fine degli anni 80, il neurofisiologo polacco Pawell J. Jastreboff propose una rivoluzionaria teoria sull’origine e la natura dell’acufene  che spostava l’accento dai processi uditivi periferici a quelli centrali. La teoria, nota come modello neurofisiologico, parte dalla constatazione che:

  • una parte rilevante della popolazione (si stima dal 15% al 30% )  “sente” gli acufeni ma non ne soffre
  • nei pazienti sofferenti di acufeni, non è mai stata rilevata alcuna correlazione statistica tra il grado di sofferenza e l’esperienza psicoacustica (volume, frequenza, etc) del sintomo
  • è possibile indurre la percezione di acufeni in quasi tutte le persone, quando vengano chiuse in un ambiente acusticamente isolato per un periodo di tempo sufficiente (diversi minuti)
  • nella quasi totalità dei casi, anche quando il paziente lamenta un volume dell’acufene molto elevato, l’intensità dell’acufene è in realtà estremamente bassa, inferiore ai 15 dB sopra la soglia (e il gruppo più numeroso di pazienti ha acufeni di circa 5db)
  • gli interventi di sezione del nervo acustico non risolvono l’acufene nella grande maggioranza dei pazienti, da cui la deduzione che l’acufene non possa essere un fenomeno esclusivamente periferico

La TRT, che nella nozione popolare è associata semplicemente all’uso di mascheratori auricolari configurati ad un preciso livello sonoro, è in realtà un protocollo molto complesso, derivante in parte da precedenti e consolidati studi sui riflessi condizionati, con una forte componente cognitiva.

Il nocciolo della terapia TRT è un counseling di tipo medico e non psicologico, associato ad una terapia sonora.

 

 

Quali sono i componenti chiave della TRT?

 

  1. La classificazione esatta del paziente in una delle 5 categorie proposte.
  2. La percezione continua dell’acufene. Il mascheramento dell’acufene è invece controproducente perché, in assenza del segnale, la memoria uditiva non può essere riclassificata: non si può eliminare un riflesso senza presentare lo stimolo.
  3. La terapia sonora: attraverso l’utilizzo di strumenti che aiutino a diminuire l’attenzione corticale verso l’acufene (cioè diminuirne il volume percepito); da qui la necessità di un arricchimento sonoro ambientale continuo con l’uso di dispositivi da adeguare a seconda dei casi. L’ambiente sonoro migliore è quello arricchito con suoni della natura (pioggia, mare, vento, ruscello) che non innescano risposte emozionali (sono cioè suoni neutri).
  4. Il counseling.

 

Quali sono i dispositivi di arricchimento sonoro

  1. Generatori di suono indossabili (i cosiddetti mascheratori).
  2.  Protesi acustiche (nel caso di ipoacusia).
  3. Generatori di suono esterni (in genere per la notte).
  4. Fonti sonore ambientali.

La regola principale è: MAI chiudere il condotto uditivo esterno. Il volume dei generatori non deve mascherare l’acufene, non essere fastidioso e di intensità costante. Fa eccezione il caso di pazienti con iperacusia, in cui il volume del generatore deve essere aumentato in situazioni rumorose e diminuito in ambiente confortevole.

 

Il counseling per la TRT

La parte più importante della terapia TRT è il counseling uno-a-uno che consiste non in sedute psicologiche, ma:

  • nella spiegazione dettagliata al paziente dei meccanismi implicati nell’acufene e della strategia terapeutica utilizzata;
  • rassicurazione continua sui fenomeni paradossi previsti dalla teoria (ad esempio: nelle fasi iniziali, la stimolazione dei filtri uditivi produce in molti casi un apparente aumento dell’acufene; il paziente deve esserne informato e gli deve essere spiegato che questo è un effetto temporaneo).

Il counseling deve essere effettuato da un otorino o audiologo – la presenza di uno psicologo è ininfluente non trattandosi di un counseling psicologico.

E’ fondamentale che il counseling sia ripetuto a cadenza regolare (tipicamente 1,3,6 e 12 mesi); durante le sedute di counseling viene rinforzata la comprensione del modello da parte del paziente, spiegato cosa succede in quella fase e anche quali effetti indesiderati eventualmente aspettarsi.

 

I risultati della TRT

La TRT produce due risultati in tre fasi diverse:

  1. In caso di iperacusia, l’attività neuronale dei filtri pre-corticali viene ridotta. Questo effetto è l’unico interamente dovuto ai generatori di suono ed è normalmente molto rapido (1 – 3 mesi). E’ misurabile con esami strumentali (misurazione dei LDL, loudness discomfort level) ed il tasso di successo è elevatissimo.
  2. La seconda fase (la prima per chi non soffre di iperacusia) è abituarsi alla reazione: il segnale viene percepito ancora ma produce effetti emotivi molto ridotti. Il massimo dell’efficacia si verifica statisticamente entro 3-6 mesi dall’inizio della terapia, nei mesi successivi i progressi sono più lenti.
  3. La terza è abituarsi alla percezione: segue necessariamente ed automaticamente l’abituazione alla reazione; il segnale non viene più percepito a livello conscio se non con uno sforzo di attenzione – che comunque i soggetti non effettuano più non avendo più motivo di monitorare l’acufene. Al termine di questa fase il paziente è guarito in quanto non percepisce più l’acufene se non “andandolo a cercare” (e non è detto che ci riesca).

 

Quanto dura la terapia TRT?

La durata della terapia è variabile e viene mediamente protratta per 12-18 mesi; anche qualora si ottengano risultati in tempi relativamente brevi (6 mesi), se ne consiglia la prosecuzione per complessivamente almeno un anno per evitare ricadute.

I risultati sono stabili nel tempo – la TRT è una terapia con una durata definita e risultati permanenti; nei follow-up a distanza di più anni dal termine della terapia, i pazienti risultano stabili, ed eventuali ricadute si risolvono in tempi molto brevi.

A chi è rivolta?

Alla TRT possono essere sottoposti tutti i pazienti indipendentemente dall’origine del tinnitus, purché siano in grado di udire e di comunicare; nel caso vi fosse una patologia di rilevanza psichiatrica pre-esistente, questa patologia deve essere curata prima di iniziare la terapia.

L’efficacia della terapia non dipende né dalla causa scatenante del tinnito né dalla sua durata (un tinnito di 5 anni è altrettanto trattabile di uno di 5 mesi).

Quanto è efficace la terapia?

I miglioramenti più significativi sia nella gravità che nella percentuale di successo si registrano fra i 3 e i 6 mesi. La risposta iniziale a 4-5 mesi è quindi un ottimo indicatore del potenziale di successo completo della terapia).

Le percentuali di successo sono le seguenti:

1. Counseling + terapia sonora: 83,3%
2. Solo counseling ripetuto: 72,2%
3. Singolo counseling + terapia sonora: 66,7%

Nella totalità dei successi, il paziente non percepisce più l’acufene come un problema a cui prestare attenzione e l’acufene non ha più un impatto significativo sulla vita del paziente. Il 20% dei pazienti trattati con successo non è più in grado di udire l’acufene neanche se vi presta attenzione.

La percentuale di successo diminuisce se si prende in considerazione un periodo di trattamento più breve, ed aumenta nel caso di un periodo più lungo; i pazienti che non rispondono proseguono la terapia con eventuali adattamenti.

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